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Lisbona misteriosa
"(...) Lisbona, capitale del Portogallo, è una città che si inizia ad amare già dal primo sguardo, quello che si lancia osservandola da uno dei finestrini dell’aereo proveniente dall’Italia, nel momento in cui, grazie a una variata improvvisa, la si abbraccia in un’unica cartolina, dal Ponte 25 de Abril sino al Castelo de São Jorge e ancore oltre.
Un po’per quella sua anima cosi poco europea, e sopratutto perché tutto sommato il Portogallo è rimasto escluso dal circuito internazionale del turismo di massa, Lisbona sembra sempre sospesa in un limbo, racchiusa nei gesti meditati dei suoi abitanti e inevitabilmente legata al suo glorioso passato.
Accade anche oggi, pur dopo una serie di avvenimenti che negli anni passati hanno portato la capitale portoghese a farsi conoscere in maniera più approfondita, dall’Expo 98 ai Campionati Europei di Calcio, sino ai recenti MTV Music Awards. Eppure Lisbona rimane sempre la città del Fado, degli azulejos, di Fernando Pessoa e degli stretti vicoli dell’Alfama.
Un tour che si rispetti non puó prescindere dal viaggio sul bellissimo electrico 28, il tram che taglia in due la città dalla fermata di Martim Moniz sino a Campo de Ourique. Il percorso si snoda in un emozionante saliscendi tra curve e controcurve nei vecchi quartieri popolari, dove il tram transita a pochi centimetri dalle case e costringe in piú di un’occasione le persone a stringersi contro i muri al suo passaggio. L’esperienza è di grande fascino e si può estendere a un altro eletrico, il 15, che porta dalla centralissima piazza Figueira sino oltre il quartiere periferico di Belém, lungo la riva del fiume Tago.

Armonia di opposti
I piú attenti ai cambiamenti architettonici in corso a Lisbona negli ultimi anni possono invece puntare la loro attenzione allo stupefacente quartiere del Parco delle Nazioni, sviluppatosi a ritmi impressionanti con l’organizzazione dell’Expo 98 e situato al capolinea Oriente della metropolitana rossa. Qui, in rapida successione, si possono osservare la Estação do Oriente, grandiosa struttura in vetro e acciaio progettata dall’architetto Santiago Calatrava, il teleférico, una singolare cabinova dalla quale osservare dall’alto l’intero quartiere, il Padiglione Atlantico e, sopratutto, l’Oceanário. Si tratta del piú grande acquario d’Europa, con 150.000 animali marini e 450 differenti specie provenienti dai cinque continenti, rappresentati in diversi habitat, con squali, pinguini, cavallucci marini, lontre, razze e tutti i principalo protagonisti del mondo marino.
La nuova Lisbona si percepisce anche nel quartiere di Santos, a poche centinaia di metri dalla centralissima stazione di Cais do Sodré e a due passi dall’Instituto di Arti visive, design e marketing dove si raccolgono alcuni dei negozi più moderni e innovativi nell’ambito del design: da Ligne Roset a Paris-Sete, da Santos da Casa a Domo, fino alla recente apertura di un punto vendita Armani Casa.
Se, al contrario ci si spingo verso il quartiere di Belém, verso la foce del fiume, la città rispolvera la sua gloria passata con monumenti rappresentativi come la famosa torre scampata al terremoto del 1755 che distrusse buonna parte della città, il Mosteiro dos Jerónimos, cuore dell’arte manuelina e il Padrão dos Descobrimentos, il monumento che celebra la grandezza del Portogallo, i suoi antichi possedimenti e le sue scoperte. Una visita insolita, ma di grande interesse, puó essere anche quella del Mercado da Ribeira, sempre vicina a Cais do Sodré, dove tra i banchi del pescato giornaliero si incontrano gli abitanti di Lisbona, con le loro facce piú genuine e spontanee.

La musica del destino
Il lato piú tradizionale della città è invece legato inevitabilmente al fado, che è la tipica espressione musicale portoghese. Nato nei quartieri storici di Alfama, Bairro Alto, Mouraria e Madragoa, esprime da sempre le emozioni della vita quotidiana, dalla tristezza alla paura, dalla felicitá all’amore. Sino al fato, il destino che, tra l’altro, ne determina il nome.
L’artista che ha portato il fado fuori dai confini nazionali è stata la grande Amália Rodrigues, star tuttora celebrata e punto di riferimento per le fadiste contemporanee, da Mafalda Arnauth e Mariza.
Il modo piú sempile per conoscere il fado è, oggi, ancora quello di un tempo, di più di cent’anni fa. Basta camminare nei quartieri più popolari della città ed entare in uno dei molti ristoranti che propongono musica dal vivo. Qui, tra una portata e l’altra, si rinnova un rito affascinante: ogni venti minuti le luci si abbassano, fanno il loro ingresso il cantante e i musicisti e per qualche canzone si viene catturati dalla magia di una musica, di una melodia struggente e unica, i cui contenuti sono comprensibili anche a chi non mastica propriamente la lingua portoghese.

I locali del Fado

Já disse – Rua do Diário de Noticias, 42 (Tel:00351 21 3470542).Nei cuore del Bairro Alto un ristorante delizioso nel quale scoprire l’essenza del fado tra una portata e l’altra. Ogni venti minuti le luci si abbassano, l’atmosfera divente magica e diversi cantanti, che alla fine dello spettacolo passeranno tra i tavoli proponendo ai clienti l’acquisto di un cd, offrono un saggio del fado più autentico e popolare di Lisbona.

Senhor Vinho – Rua do Meio à Lapa, 18 (Tel: 00351 21 3972681)
Maria da Fé è una delle fadiste più apprezzate ed è la padrona di casa in un ristorante/club che si segnala per l’altissima qualitá dei suoi concerti e della sua cucina. Un locale anche turistico, ma con oggetti appesi alle pareti che raccontano storie affascinanti in grado di far capire l’importanza del fado nella vita lusitana.

Café Luso – Travessa da Queimada, 10 (Tel: 00351 21 3422281)
Forse il locate più rinomato, nel quale sono transitati i nomi mitici del genere, da Amália Rodrigues as Alfredo Marceneiro. Si trova in un’antica casa risparmiata dal terremoto che nel 1755 distrusse buona parte di Lisbona. Un classico, molto turistico.

A Tasca do Chico – Rua do Diário de Noticias, 39 (Tel:00351 21 3431040)
Piccolo e intimo, questo ristorante si differenzia dagli altri nella scelta di affidarsi a interpreti di fado amatoriale e non a veri e propri professionisti. Ogni lunedì e mercoledi, a partire dalle 21 (e fino a tarda notte) l’ambiente si anima di turisti curiosi, ma anche di portoghesi che apprezzano il clima familiare e la rusticità del luogo.

Dove mangiare
A Morgadinha de Alfama, ristorante tradizionale (Rua da Regueira 37) volete scoprire il fascino di una cena nel cuore dell’Alfama? Questo è il locale che fa per voi. Una tasca, come dicono a Lisbona per indicare le piccole trattorie, con una dozzina di posti a sedere e la simpatica titolare pronta a cucinarvi al momento i classici piatti portoghese. A partire dall’immancabile bacalhau, ovvero il baccalà.

Found You, Travessa dos Inglesinhos, 34 a 40 (Tel:00351 21 346 1137)
Il nome gioca sul piatto simbolo del ristorante, la fondue. Qui se ne possono trovare di carne e di pesce, accompagnate da classiche salse. In piú ottimi gamberoni, bistecche, tempura e sorprese dello chef. Un indirizzo nuovo e sfizioso nel cuore del Bairro Alto (nella foto in alto, un’insalata di pesce e legumi).

Bizarro, Rua da Atalaia, 133 (Tel:00351 21 3471899)
Invece di puntare sul baccalà, il piatto nazionale portoghese, una singolare esperienza può essere quella di provare una cucina d’ispirazione marocchina ricca di incroci con in prodotti localo. Il Bizarro mette in campo sapori speziati e piatti esotici. Provate il B’stilla, una focaccia di pasta brick farcita con pernice e mandorle.

Ristorante Cipriani al Lapa Palace, Rua do Pau de Bandeira, 4 (Tel:00351 21 3949494)
Nostalgia della cucina italiana? Lo chef Giorgio Damasio, nel raffinato ristorante di uno dei più eleganti hotel della città, propone paste e risotti, ma anche alcuni tipici piatti portoghesi. Con uno tocco creativo molto personale e soluzioni intraprendenti. Da provare il risotto al gorgonzola con sedano croccante e riduzione di porto. (...)"
 
 
 
 
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